Arch. Lorenzo Borgogni – la Storia

1928-2004

Lo Studio Borgogni Architetti esiste dal 1955, anno di inizio dell’attività professionale di Lorenzo, laureato con il massimo dei voti all’Università di Firenze, con professori del calibro di Ludovico Quaroni e Giovanni Michelucci.
Un’attività intensa ed appassionata che si svilupperà con grandi soddisfazioni ed opere di rilievo dalla fine degli anni ’50 agli anni ‘80 e ’90 per proseguire con il figlio Luca, con la figlia Lucia e con il nipote Thomas, dal 2016, alla terza generazione di architetti.

Autorimessa FIAT Bardini

Palazzetto della Mens Sana - il “Dodecaedro”

Fabbrica del Panforte Pepi

Chiesa di Vico Alto

Villa Colleverde

Sede storica della Contrada del Bruco

Restauro della Fontanina del Bruco

Villa Modugno

Profilo

Lorenzo Borgogni nasce a Chiusi, piccolo nodo ferroviario della provincia di Siena, l’8 / 8 / ’28, secondo di una famiglia di 8 figli. L’8 sarà un numero fortunato e spesso ricorrente nella sua vita.
Il babbo Alfredo, macchinista ferroviere, ai tempi in cui questo significava spalare carbone nella locomotiva a vapore, fatica non poco a sfamare la numerosa famiglia, tenuta insieme con grande autorità dalla mamma Annunziata.

Lorenzo è dotato di uno straordinario talento per il disegno e la pittura.
Fin dall’adolescenza si cimenta nella rappresentazione di paesaggi ed edifici storici della sua Siena, la città dove la famiglia ritorna dopo solo qualche mese dalla sua nascita.
I paesaggi, e gli acquarelli in particolar modo, sono di una straordinaria efficacia, supportati da una totale padronanza della tecnica, riescono a ricreare immagini tridimensionali, non meramente realistiche ma reinterpretate in chiave prospettica ed architettonica.

Il giovane Lorenzo si distingue fin da subito negli studi e grazie a grandi sacrifici, iniziando a lavorare per mantenersi fin da adolescente, e all’aiuto dei fratelli riuscirà ad iscriversi all’università. Sarà solo grazie all’aiuto del fratello maggiore Beppe, che darà tutti i risparmi per pagare l’iscrizione, che Lorenzo potrà frequentare la facoltà di architettura di Firenze. Siamo nell’immediato dopoguerra, l’Italia è ancora un paese da ricostruire e per proseguire negli studi è necessario avere i migliori voti e poter accedere alle borse di studio.
Lorenzo ha la fortuna di annoverare tra i suoi maestri architetti del calibro di Ludovico Quaroni, Adalberto Libera, Pierluigi Nervi, Giovanni Michelucci, che molto influenzeranno la sua architettura.
Con grande impegno e dedizione si laurea nel 1955 distinguendosi con una tesi in Urbanistica e Composizione sulla viabilità e i parcheggi a Siena. Precorrendo i tempi di trent’anni progetta nuove vie di accesso con tratti in galleria e raccordi ai parcheggi interrati nelle immediate adiacenze del centro storico. Le stesse idee saranno rielaborate e riproposte negli anni ’90.

La laurea in architettura arriva in un momento di grande boom economico, quando ancora Siena è quasi esclusivamente all’interno dell’antica cinta muraria medioevale.
Sarà un susseguirsi di incarichi e realizzazioni importanti, dalle abitazioni monofamiliari agli edifici multipiano, dai primi piani regolatori per il Chianti, agli edifici sportivi e di culto, con cantieri aperti dalla Liguria a Lazio.

Dal piccolo studio, con affaccio sulla piazza del Campo, partono i progetti elaborati sempre con grande slancio ed entusiasmo, senza incertezze o ripensamenti.
Distinguibilità, coerenza, esplorazione di soluzioni innovative, sono gli elementi essenziali di un’architettura organica e razionalista, dai forti influssi di grandi maestri quali Terragni, Le Corbusier e Frank Lloyd Wright.

Tra le opere di maggior spicco il “dodecaedro”, primo palazzetto dello sport della Mens Sana, l’autorimessa Fiat Bardini, avveniristico edificio con tratti Mendelsoniani, la Villa di Domenico Modugno sulla Via Appia Antica a Roma, la fabbrica del Panforte Pepi alle Fornacelle, il recupero di un’ intero isolato nel centro urbano di Sarzana, il primo piano regolatore per Principina a Mare, sulla costa della Maremma, il piano di recupero di Porto Ercole e Cala Galera, il primo studio di fattibilità di Punta Ala, la villa di Belriguardo per l’amico Danilo Nannini, la fabbrica Bieffe a Calenzano, il restauro del Palazzo Cervini a Montepulciano, la sede storica ed il museo della Nobile Contrada del Bruco, realizzata con l’apporto generoso e incondizionato di tutto il popolo della contrada, e molti altri.

La vena artistica dell’architetto Lorenzo è spesso affiancata dalla collaborazione con Piero Sadun che con le sue opere astratte ed i suoi progetti di arredo ha costituito il logico completamento a molte realizzazioni residenziali.
Gli stretti rapporti professionali e di amicizia sia con Cesare Brandi, padre della moderna teoria del restauro che con Enzo Carli, storico dell’arte, ne hanno influenzato i numerosi interventi nel campo del restauro e del recupero.
Nel 1970 è colpito da una grave malattia che lo costringerà a ritirarsi dalla professione per circa un anno.

Grazie al supporto forte e continuo della moglie Carla riprenderà l’attività professionale rifondando lo studio trasferito nella nuova sede di Via Stalloreggi a completamento del restauro dell’intero palazzo, e, nonostante un evidente rallentamento impresso al settore dalla crisi economica degli anni settanta, riuscirà a portare a termine altre opere tra le quali la Chiesa di Vico Alto, e interventi di restauro nelle sedi delle contrade dell’Onda, Aquila e Pantera.

Le ultime opere, tra le quali il restauro del Campanile della Basilica di San Domenico a Siena, ed alcune filiali per la Banca Monte dei Paschi di Siena, saranno progettate e realizzate con la collaborazione del figlio Luca.

Nel 1996 le sue condizioni di salute si aggravano nuovamente e dopo 8 lunghi anni di sofferenze, si spegne il 26 Agosto 2004.