Restauro del Museo dell’Opera del Duomo

2003, Siena

Il museo dell’Opera della Metropolitana si sviluppa all’interno del volume della navata laterale del “Duomo Nuovo” grande progetto di ampliamento interrotto bruscamente con l’avvento della peste nel 1348 e la conseguente caduta del potere economico e politico della Repubblica di Siena.

Le strutture della navata laterale e della nuova facciata (il “facciatone”), già parzialmente realizzate, furono consolidate e riadattate a funzioni diverse tra cui quelle di conservazione delle numerose opere d’arte.

Il progetto di restauro ed adeguamento del Museo dell’Opera della Metropolitana interessa sia gli aspetti strettamente strutturali, legati al restauro delle coperture, che al miglioramento delle vie di accesso ed al restauro della terrazza di copertura del Facciatone.

L’esigenza di coniugare il rispetto per le forti preesistenze con l’utilizzo di materiali moderni che possano garantire la massima leggerezza e resistenza al fuoco, ha determinato la scelta di utilizzare materiali tradizionali, quali il mattone fatto a mano, la calce idraulica e il legno, uniti a fibre e resine, per il consolidamento di tutte le parti strutturali da conservare, e l’acciaio per le strutture portanti da reintegrare o sostituire.

Le volte a crocera originarie della loggia sono state così consolidate con un intervento all’estradosso attraverso la posa in opera di un reticolo con armatura in resina e malta strutturale a base di calce, mantenendo i segni di tutte le lavorazioni che si sono succedute nel corso dei secoli: fori per carrucole, aperture per il sostegno di lampade ecc.

La nuova copertura è stata realizzata interamente in acciaio con travi reticolari preassemblate a piè d’opera e completata con un passaggio sospeso per l’attraversamento del vano sottotetto. I manto di finitura è stato ripristinando riutilizzando tegole e coppi orinari, l’intero aggetto di gronda è stato ricostruito con travicelli in legno, mezzane fatte a mano e canali in rame.

Particolare cura è stata posta nella rimozione degli interventi invasivi in calcestruzzo armato posti in opera fino alla metà degli anni ’70.